Francesca Mannocchi

Giornalista, scrittrice, regista. Ha vinto prestigiosi premi giornalistici per i suoi reportage dai più caldi teatri di guerra. Ha diretto Isis, Tomorrow (con A. Romenzi 2018) e Lirica Ucraina (2025, David di Donatello per il miglior Documentario). Fra i libri, per Einaudi: Io Khaled vendo uomini e sono innocente (2019, finalista Premio Terzani 2020), Bianco è il colore del danno (2021); e, per De Agostini, Lo sguardo oltre il confine. Dall’Ucraina all’Afghanistan, i conflitti di oggi raccontati ai ragazzi (2022); Sulla mia terra. Storie di israeliani e palestinesi (2024). Ha curato il fascicolo Conflitti della rivista “Sotto il Vulcano” (06/10, Feltrinelli 2023) e ora è in libreria con il testo di poesie Crescere, la guerra (Einaudi 2026)

Staff

Colore

La “Santa” di Siacco

Premio Terzani 2020

Sei la mia carne che brucia

La violenza di genere al cospetto della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Perché l’Europa non scalda più i cuori?

Conferenza stampa Amin Maalouf, vincitore del Premio Terzani 2020

La filosofia è un esercizio

Crimini a Nord-Est

Natura vs cultura. Biologia o educazione?

Il naufragio delle civiltà

Concerto all’alba

Se non avessi più te

Animali parlanti. Senso delle parole e responsabilità del dire

Passione civile, etica, responsabilità

La passione che cura e il mistero del transfert

A ciascuno il suo trauma: ovvero le passioni indelebili dell’inconscio

La masnada delle aquile

Cina: l’epoca della città

L’ossessione dell’io

Il ruolo delle nuove tecnologie nella vitalità delle lingue minoritarie

Antropocene, istruzioni per l’uso

1420. La caduta del Patriarcato di Aquileia

Cibo: bisogno primario, rito, passione

Stefano Massini racconta

La politica è passione?

Invisible Blues. Concerto per theremin

Inaugurazione vicino/lontano 2020

Essenzanima. Pensiero e passione

Passione tra Est e Ovest

Violenza fatta in casa

Sponsor 2020

Vocali

Il naufragio delle civiltà

Letture

A grande richiesta, in attesa della serata che concluderà il festival con la cerimonia di premiazione di Amin Maalouf, Premio Terzani 2020, l’attore Massimo Somaglino leggerà pagine significative del volume che ha meritato il premio al suo autore. Lo farà a beneficio di tutti coloro che non hanno potuto ascoltarlo nel corso della diretta streaming “vicino/lontano On” dello scorso maggio. Lo farà soprattutto a beneficio di chi vuole cercare di comprendere – attraverso lo sguardo, le memorie e la sensibilità di un suo autorevole figlio – le complesse vicende che hanno portato alla progressiva dissoluzione della pace nel mondo mediorientale dell’ultimo secolo, determinando una situazione di conflittualità permanente nell’intera area.

Sagrato della Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco è uno degli edifici religiosi più antichi di Udine. Con l’annesso convento, ora occupato dal Tribunale, la chiesa fu la sede principale dei frati minori in città e per tutto il Friuli. Il sagrato della chiesa è oggi utilizzato per eventi e spettacoli. Sulla sinistra ospita un monumento al poeta Emilio Girardini (1858-1946), opera di Max Piccini (1955).

Pierpaolo Petta

Fisarmonicista e compositore, è diplomato in contrabbasso e musica jazz. È impegnato in ambiti musicali diversi che lo portano a esibirsi spesso anche all’estero. Vincitore di numerosi premi, ha collaborato con importanti artisti di livello nazionale, tra cui Antonella Ruggiero, Peppe Voltarelli, Remo Anzovino, La Famiglia, Sergio Vespertino, Gioele Dix. È autore di numerose colonne sonore di spettacoli teatrali e molte sue musiche sono edite da Rai Trade. Tra i suoi CD, diversi sono dedicati alle musiche della tradizione arbëreshe.

Giana Guaiana

Cantante siciliana, ha pubblicato i dischi A giostra e Fatti di terra, con brani autografi, e i singoli Lu principi puparu e Volo d’Angelo. Vincitrice di premi, ha cantato, tra gli altri, con Angelo Branduardi e Vinicio Capossela. Ha partecipato a diversi progetti teatrali e ad alcuni documentari per la TV France5 e per la trasmissione Geo&Geo di Rai3. Nel 2019 è stata in scena con l’attore Alessandro Preziosi per lo spettacolo La notte di Gibellina di Massimo Recalcati. Collabora stabilmente con Bruna Perraro e con Pippo Barrile. La lettura dei Diari scritti in prigione dalla giovanissima attivista e giornalista iraniana Sepideh Gohlian le ha inspirato la canzone Saluterò di nuovo il sole.

Laura Schimmenti

Regista, sceneggiatrice e produttrice. Ha fondato, insieme a Marco Battaglia, Gianluca Donati, Chiara Scardamaglia e Andrea Zulini, la società di produzione Playmaker Produzioni, che opera nel settore cinematografico e audiovisivo. Ha realizzato diversi documentari per il mercato nazionale e internazionale. Il suo ultimo lavoro è il film in Vr L’ultima casetta rossa.

Charlotte Dupuis

Musicista olandese. Ha studiato violino e didattica della musica al conservatorio di Rotterdam. Docente di musica, suona il violino e canta musiche dell’America del Sud e del Sud Europa. Attualmente fa parte del gruppo “Nuevo Nocturna”, con cui ha inciso diversi CD, e del duo “Mariposas del tango”.

La vita di Isidor Katanić

prenotazioni: 342 1603107 circolonuoviorizzonti@gmail.com

Romanzo breve, scritto dal Premio Nobel Ivo Andrić nel 1948 e pubblicato per la prima volta in Italia dalla casa editrice friulana Bottega Errante. Isidor Katanić è un anonimo impiegato che vive a Belgrado, dove ha avuto la disgrazia di incontrare Margita. Nel matrimonio con la donna naufragano anche i suoi ultimi sogni di gioventù, quando si immaginava di poter diventare pittore, cantante d’opera, forse anche poeta, senza immaginare che sarebbe stato solo un calligrafo che dubitava anche del proprio dono di una bella scrittura. Andrić ci racconta la parabola di un uomo ordinario tra le due guerre mondiali in una Belgrado occupata: la storia del riscatto di un’intera esistenza ha inizio sulle sponde del fiume Sava e si conclude con la presa di coscienza di non essere irrilevante e la scoperta che anche la calligrafia può servire a un obiettivo superiore che può cambiare il mondo.

Michele Guerra

Scrittore-attivista, ha pubblicato Le tigri delle gabbie invisibili (Stampa Alternativa 2018) e Tigre di Arkan (Infinito 2021).

Violenza fatta in casa

prenotazioni: presentazioni.libreriafriuli@gmail.com

in collaborazione con Coop Alleanza 3.0

Hanno accettato di narrare la propria esperienza, ognuna poi trasformata in racconto. Il tema, quello della violenza perpetrata fra le mura domestiche. Nascosta agli occhi dei più, è una forma vigliacca di sopraffazione espressa nei confronti di donne, bambini, anziani, che di solito non hanno la forza di reagire. Ma anche di uomini. La donna, cresciuta nella cultura dove la moglie è del marito; ma anche il marito è della moglie. I bambini, che è pure peggio, sono dei genitori. Mentre invece nessuno appartiene a nessuno, se non lo vuole lui e fino a dove lo decide lui. Mio figlio è mio figlio, ma non è mio; mia moglie è mia moglie, ma non è mia: è di sé stessa. I bambini, poi, fidandosi degli adulti, uomini o donne non importa, da cui si attendono gioco, affetto, protezione, rifugio, favole, si ritrovano in casa il mostro che li abusa, li violenta, fa loro del male. Storie reali di vittime reali di violazioni brutali, psicologiche, sessuali. Non importa cosa: di violenza. Ad ognuna di loro il nome di un fiore.

A partire dai punti di forza

per prenotazioni: presentazioni.libreriafriuli@gmail.com

La diversità è spesso vista come problematica: se ne enfatizzano criticità e punti di debolezza. È importante invece muovere dai punti di forza che possono emergere in contesti ad alta eterogeneità. In particolare se guardiamo alle fasce più giovani, la popular culture contemporanea potrebbe essere una leva centrale nei processi di apprendimento e socializzazione, anche nei contesti educativi ad alta complessità ed eterogeneità socioculturale. Scopo di questo libro è fornire a insegnanti ed educatori che operano in ambiti segnati da forte eterogeneità chiavi di lettura e strumenti che li invitino a capovolgere lo sguardo, per riuscire a cogliere e valorizzare quei punti di forza a partire dai quali sia possibile progettare percorsi educativi equi e inclusivi.

La masnada delle aquile

Per prenotazioni: 0432 1505543 oppure 393 1862527

Centinaia di minorenni ogni anno lasciano il Kosovo per raggiungere l’Europa. Arrivano in Italia stretti nel loro tenace orgoglio, carichi di aspettative per un futuro riscatto economico e un permesso di soggiorno. Entrano illegalmente sfruttando il sistema dei passeurs. Vivono nelle comunità di accoglienza e per la legge sono minori stranieri non accompagnati. Tra di loro si chiamano shqipe, identificandosi nella comune radice etnica albanese. Molti vivono il periodo dell’accoglienza con fame di ribellione verso l’autorità, di avventure sessuali, di microcriminalità. Hanno poco tempo e una vivida urgenza di godersi la gioventù strappata dal Kosovo, tra maldestre avventure e conservazione dei propri riferimenti culturali. Con la maggiore età, passano dall’essere adolescenti trapiantati in un contesto sociale inedito ad aspiranti adulti con un permesso di soggiorno regolare, un lavoro e un affitto da pagare. Escono dalle tutele delle comunità e si fanno “custodi di se stessi”, come riflette Erion, il ragazzo di Malishevë, narratore della sua e delle altrui giovani vite in divenire.

“Il gergo colloquiale, l’ambiente quotidiano, le relazioni amicali, i sentimenti, le speranze e i ricordi: il libro ci conduce in questa trama etnografica che costituisce il microcosmo del protagonista, uno dei tanti ‘minori non accompagnati’ in fuga dal Kosovo e dai postumi di una guerra che ha seminato con cura semi di odio etnico più o meno negli stessi anni di nascita di questa generazione di richiedenti asilo”. (Roberta Altin)

Con il patrocinio di One bridge to Idomeni.

Passione tra Est e Ovest

Concerto
in collaborazione con Fondazione Luigi Bon

Programma

Sergej Prokofiev Sinfonia n. 1 in re maggiore, op. 25 “Sinfonia classica”
Allegro – Intermezzo. Larghetto – Gavotta. Non troppo allegro – Finale. Molto vivace

Aaron Copland Appalachian Spring

Ludwig Van Beethoven Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93
Allegro vivace e con brio – Allegro scherzando – Tempo di Menuetto – Allegro vivace

Cina: l’epoca della città

in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Udine

Davanti ai nostri occhi scorre veloce e dirompente il processo di urbanizzazione cinese. Nel 1978 solo il 18% della popolazione abitava nelle città in Cina, oggi oltre il 60%. Nuove infrastrutture e insediamenti hanno “mangiato” spazi rurali e villaggi,  hanno modificato il paesaggio, trasformato diritti di proprietà e confini amministrativi. Un cambiamento epocale che ridefinisce ruoli e relazioni, non solo dal punto di vista geopolitico ma anche culturale, dell’immaginazione e delle possibilità. Le new town cinesi possono essere raccontate attraverso stazioni ferroviarie, central business district, compound residenziali, architetture firmate dai più famosi architetti del mondo, ma anche attraverso le case temporanee degli operai: oggetti e frammenti di una rivoluzione antropologica, che in realtà ci parlano della molteplicità e della contaminazione che hanno caratterizzato la città da sempre.

Il ruolo delle nuove tecnologie nella vitalità delle lingue minoritarie

In collaborazione con ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane

Una delle prime ricerche scientifiche sul rapporto tra tecnologia e lingue minoritarie si intitolava, retoricamente: Can the Web Help Save My Language? (Buszard-Wechler 2001). Senza dubbio le tecnologie dell’informazione offrono una grande opportunità per le lingue minoritarie, svolgendo sia un ruolo di preservazione che di diffusione della lingua stessa, ma secondo gli analisti mentre lingue come l’inglese e lo spagnolo probabilmente sopravviveranno nel mercato digitale, molte altre lingue europee (anche ufficiali) potrebbero diventare irrilevanti all’interno di una società della comunicazione in rete. È pertanto ragionevole temere che le lingue minoritarie, come il friulano, rischieranno l’estinzione digitale se non verranno intraprese azioni finalizzate alla loro diffusione all’interno degli stessi ambienti software. Varie azioni sono già state intraprese in tal senso.  Ma per il futuro quali sono le nuove sfide?

La “Santa” di Siacco

Per prenotazioni: 0432 1505543 oppure 393 1862527

Siacco (Povoletto-Udine), novembre 1926. Una giovane di 22 anni, Luigia Laurencigh, annuncia: “Giovedì 6 salirò al cielo e dopo quattro giorni tornerò in terra compiendo un grande miracolo oppure resterò al cospetto di Cristo”. Vestita nel candore delle vesti di una santa, alle ore nove cade come morta. I giornali locali e nazionali danno spazio all’avvenimento. Decine di migliaia di persone dal Friuli e da fuori regione con ogni mezzo raggiungono la località per visitare la “santa”. Le preoccupazioni delle autorità concertano di porre rimedio a tanta partecipazione. Alla mezzanotte di domenica 9, stabilito che la giovane è soggetto “pericoloso a sé e agli altri”, viene trasportata nel manicomio di Udine, fra le maledizioni dei devoti. Dimessa dopo due mesi, Luigia manifesta negli anni della sua vita, ogni venerdì santo, fenomeni straordinari.

FVG Orchestra

Orchestra sinfonica nata recentemente per volere della Regione Friuli Venezia Giulia al fine di raccogliere l’eredità musicale di diverse compagini di una zona di confine ricca di tradizioni musicali. Direttore ospite principale è il M° Paolo Paroni, già direttore ospite principale dell’Orchestra del NY City Ballet e di moltissime istituzioni sinfoniche in Italia e all’estero. Il progetto prevede di mettere a contatto l’orchestra con direttori di chiara fama al fine di far crescere la qualità della compagine. Nel 2020 l’orchestra è presente nei festival Mittelfest, Carniarmonie, Nei Suoni dei Luoghi e al Festival del Cinema Muto di Pordenone. I professori della FVG Orchestra hanno singolarmente vinto primi premi a concorsi e premi internazionali tra i più prestigiosi e hanno collaborato e collaborano anche con orchestre quali la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra Mozart, l’Orchestra del Teatro alla Scala e Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Gran Teatro la Fenice, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la Haydn di Trento e Bolzano, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste. Hanno suonato sotto la bacchetta di direttori di fama mondiale come Bertini, Maazel, Maag, Muti, Abbado, Ozawa, Boulez, Sinopoli, Thielemann, Rostropovich, e si sono esibiti in importanti festival quali il Ravenna Festival, l’Umbria Jazz, la Stagione concertistica del Teatro alla Scala, il Festival di Lubiana, il Festival di Ravello e nelle più importanti sale da concerto e teatri del mondo come il Lincoln Center di New York, il Musikverein di Vienna, la Scala di Milano, l’Opéra di Parigi.

Luca Peresson

Docente di informatica con PhD in storia linguistica dell’Eurasia, nel 1996 progetta e realizza il primo sito in lingua friulana e le prime trasmissioni radio e tv in friulano per il web. Da oltre vent’anni coordina progetti informatici a supporto dello sviluppo del friulano, quali il “Grant Dizionari Bilengâl”, “Lenghis” e il “Corpus de lenghe furlane”.

Alberto Masini

Consulente e formatore. Si occupa di innovazione digitale per la pubblica amministrazione e di inclusione delle persone con disabilità: due temi lontani, ma vicini. Dagli studi in psicologia ha mantenuto l’interesse per l’Intelligenza Artificiale. Le sue grandi passioni sono l’informatica al servizio delle lingue minoritarie e suonare il liuto rinascimentale.

Concerto all’alba

Programma

Vasily Kalinnikov Serenade per archi                

Edvard Grieg Due Melodie Elegiache                                                                          
Cuore Infranto – L’ultima Primavera

Béla Bartók Danze popolari rumene 
Danza con il bastone – Danza della fascia – Danza sul porto – Danza del corno – Polka rumena – Danza veloce I e II
Lucio Degani violino

Marco Sofianopulo Nigun di solitudine e abbandono per violino e archi
Lucio Degani violino

Natura vs cultura. Biologia o educazione?

a cura di Istituto di Genomica Applicata

Cosa influenza le nostre passioni e i nostri comportamenti? Siamo tutti diversi nel nostro aspetto esteriore ma anche  nelle nostre passioni e pulsioni interiori, e dunque nei nostri comportamenti. Psicologi, neuroscienziati, filosofi e genetisti dibattono da tempo su quali siano i fattori che determinano queste differenze. Quanto di tutto questo è predeterminato biologicamente ed  è iscritto nei nostri geni fin dalla nascita e quanto invece è influenzato dalle nostre esperienze, dal nostro bagaglio culturale, in altre parole dall’ambiente? Siamo una tabula rasa o siamo pre-determinati? Questa discussione, che potrebbe sembrare accademica, ha importanti implicazioni etiche: se dovessimo scoprire che molti  dei nostri comportamenti sono pre-determinati, concetti come libero arbitrio o altruismo, o teorie psicologiche che cercano di spiegare le nostre caratteristiche comportamentali e cognitive,  che sono alla base stessa della nostra cultura e della nostra vita sociale, potrebbero essere seriamente messe in discussione.

Teresa Bene

Professore ordinario di Diritto processuale penale all’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Nell’ambito della sua attività di ricerca in Italia e all’estero (Fordham University, Oxford University, Universidad de Burgos e Universidad Complutense de Madrid), è responsabile di programmi di ricerca ministeriali ed internazionali con particolare riferimento alla violenza di genere, alla tutela processuale della vittima e alla cooperazione giudiziaria. Autrice di oltre cento pubblicazioni scientifiche, collabora con periodici giuridici italiani ed europei.

Manuela Marchioni

Esperta in sviluppo e gestione di progetti europei sui temi legati ai diritti umani e alla giustizia, ha fondato nel 2014 la società di europrogettazione Prodos, di cui è Project manager. 

Michele Bonino

Professore di Composizione architettonica e urbana al Politecnico di Torino, è delegato del Rettore per le relazioni con la Cina. Coordina il progetto di ricerca “Transition towards Urban Sustainability through Socially Integrative Cities, in the EU and in China” Tra i libri recenti: The City after Chinese New Towns (con F. Governa, M.P. Repellino, A. Sampieri, Birkhäuser 2019). Dal 2024 è membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

La violenza di genere al cospetto della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Un agile strumento di approfondimento e lavoro per coloro che si trovino nella condizione di affrontare le sfide che un fenomeno complesso come la violenza di genere pone al professionista e all’interprete che voglia misurarsi sul terreno della tutela internazionale dei diritti umani delle donne. Attraverso una visione multidisciplinare e integrata, dopo un accurato lavoro di ricerca giuridica, di raccolta e di sintesi, giurisprudenziale e dottrinale, l’autrice vuole anche stimolare lo spirito critico del lettore, ponendogli e ponendosi quesiti sempre nuovi in merito alle criticità che possono emergere quando un diritto fondamentale si confronta con l’effettività e l’efficacia delle garanzie e dei rimedi offerti dall’ordinamento nazionale e internazionale.

Emanuele Scarello

Chef e patron del ristorante di famiglia, “Agli Amici dal 1887” di Godia (Udine), due stelle Michelin dal 2013, conquistate grazie alla passione trasmessa dalla madre Ivonne, grande cuoca della Scuola di Lenôtre. È stato presidente dei Jeunes Restaurateurs d’Europe dal 2009 al 2012 e ha sempre coltivato rapporti di collaborazione con chef italiani ed europei. Il piacere della condivisione, insieme all’amore per la propria storia, gli ha consentito di imprimere un carattere unico e personale alla propria cucina, fatta di ingredienti locali e gusto contemporaneo. “Agli Amici” è l’unico ristorante in regione a fregiarsi delle due stelle Michelin e dei tre cappelli nella Guida de l’Espresso, oltre ad essere il primo – e tuttora unico – Relais & Chateaux in Friuli Venezia Giulia.

Lucio Degani

Ha intrapreso lo studio del violino all’età di 12 anni, diplomandosi con il massimo dei voti al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze sotto la guida del M° Renato Zanettovich, perfezionandosi con i M. Dario De Rosa e Piero Farulli. Premiato in vari concorsi nazionali e internazionali, ha all’attivo un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero sia come solista che in formazioni cameristiche. Nel ruolo di violino principale e solista si è esibito nei più importanti teatri e sale da concerto del mondo. Definito dalla stampa e dalla critica un violinista dotato di gran fascino e carisma in grado di raggiungere eccellenti livelli di virtuosismo ed espressività, suona un violino Don Nicola Amati del 1734 ed è attualmente docente di violino presso il Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.

Massimo Belli

Ha intrapreso lo studio del violino con il padre, proseguendo poi con Bruno Polli. Si è diplomato a pieni voti e lode sotto la guida di Renato Zanettovich al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia. Ha seguito i corsi di perfezionamento a Fiesole con il Trio di Trieste e Piero Farulli, e all’Accademia Chigiana di Siena con Henryk Szeryng. È stato allievo per un biennio di Salvatore Accardo all’Accademia di Alto Perfezionamento “W. Stauffer” a Cremona. Premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali, ha debuttato sedicenne al Teatro Politeama Rossetti di Trieste per la Società dei Concerti. Ha studiato direzione d’orchestra con Aldo Belli e Julian Kovatchev ed è il direttore della Nuova orchestra da camera “Ferruccio Busoni”.

Nuova Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni”

Complesso storico fondato nel 1965 da Aldo Belli, è una delle prime orchestre da camera sorte in Italia nel dopoguerra e la più antica della regione Friuli Venezia Giulia. È formata da affermati strumentisti, vincitori di concorsi internazionali, che tramandano la civiltà musicale del Trio di Trieste e del Quartetto Italiano, di cui sono stati allievi. L’orchestra si è posta all’attenzione del pubblico e della critica tenendo centinaia di concerti in Austria, Slovenia, Croazia, Germania, Svizzera, Russia, Tunisia e Italia, con solisti d’eccezione.

Crimini a Nord-Est

in collaborazione con Leali delle Notizie

per prenotazioni: tarantolaudine@gmail.com

Le trame oscure della criminalità organizzata nella locomotiva economica nazionale. Un pezzo del mondo imprenditoriale che ha scelto la piovra per fare affari. Le misure necessarie per contrastare la pericolosa avanzata del crimine a Nord-Est. «Droga, armi, esseri umani. E soldi, tanti soldi. Basta uno sguardo alla carta geografica per capire come il Nord-Est sia al centro dei traffici che alimentano il crimine internazionale che a sua volta foraggia il crimine locale. Qui la rotta balcanica della droga si congiunge a quella dal Meridione. Convergono da Est i carichi di armi serbi e croati via terra e via mare e le vittime della tratta di esseri umani attraverso il confine orientale. Nel bel mezzo di tutto ciò, l’unica mafia nata al di fuori delle regioni meridionali, la mafia del Brenta.

Luca Perrino

Giornalista. Co-fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Leali delle Notizie, che organizza il Festival del Giornalismo, che vedrà la sua 12esima edizione dal 9 al 14 giugno a Ronchi dei Legionari.

Ugo Dinello

Giornalista, si occupa di cronaca da oltre trent’anni. È stato premiato dall’Unione nazionale cronisti italiani e dall’Ordine dei giornalisti per le sue inchieste su Unabomber. Tra le sue pubblicazioni Crimini a Nord-Est (con L. de Francisco, Laterza 2020).

Floriana Ferro

Svolge attività di ricerca in Estetica e Filosofia teoretica presso l’Università di Udine. Ha pubblicato le monografie Alterità e Infinito (Aracne 2014) e Amore e bellezza. Da Platone a Freud (Mimesis 2021).

Graziella Berto

Dottore di ricerca in Filosofia e docente di Filosofia e Storia al Liceo Copernico di Udine. Ha tradotto vari testi di J. Derrida e ha pubblicato L’attimo oscuro. Saggio su Ernst Bloch (Unicopli 1988) e Freud, Heidegger, lo spaesamento (Bompiani 1998), oltre a diversi saggi in volumi collettivi o su riviste, in particolare “aut aut”.

Pietro Montani

Professore onorario di Estetica all’Università Sapienza di Roma, si occupa da molti anni di filosofia della tecnica. Tra i suoi ultimi libri: Tecnologie della sensibilità (Cortina 2014); Tre forme di creatività: tecnica, arte, politica (Cronopio 2017); Emozioni dell’intelligenza (Meltemi 2020).

Gian Luca Foresti

Professore ordinario di Informatica presso il Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Università di Udine, di cui è Direttore. È autore e co-autore di più di 200 pubblicazioni internazionali, libri e atti di conferenze. Specializzato in computer vision, image processing, image understanding, sistemi di sorveglianza ambientale attiva.

Essenzanima. Presentazione della mostra e del volume Diario

con FRANCO MARTELLI ROSSI
introduce VALENTINA DEL TOSO

per prenotazioni: tarantolaudine@gmail.com

La presentazione del volume Diario, edito da Campanotto editore, è l’occasione per l’autore di presentare al pubblico la mostra fotografica “Essenzanima. Pensiero e passione”, esposta al Make Spazio Espositivo dal 25 settembre al 4 ottobre.

Igor Castellarin

Psicologo e dottore di ricerca in psicologia generale a indirizzo sperimentale all’Università di Trieste, psicoanalista a orientamento lacaniano, psicoterapeuta specializzato presso l’Istituto Freudiano di Roma, esercita a Udine nel campo della neuropsicologia e della psicologia forense. Si occupa di casi di criminologia a livello nazionale.

La filosofia è un esercizio

anteprima nazionale

Nicola Gaiarin e Pier Aldo Rovatti riproducono la scena che caratterizza il volume appena pubblicato. Attraverso un gioco di domande e risposte, si discute della pratica filosofica presente nell’esperienza di Rovatti, dagli esordi milanesi come allievo del fenomenologo Enzo Paci fino agli esiti attuali come esponente di spicco del pensiero debole. Non è una semplice intervista, piuttosto un confronto in cui le risposte rilanciano le domande in una specie di amichevole corpo a corpo. Non è neppure solo un dialogo, perché vorrebbe proprio suggerire cosa può significare un “esercizio filosofico” e come esso possa costituire uno stile di pensiero che vada oltre i cliché di una filosofia calata dall’alto di una cattedra. Apre la scena Gaiarin con un’introduzione che ci fa entrare nel movimento di questo esercizio. La chiude Rovatti chiedendosi con quale “etica minima” possiamo imboccare in modo responsabile il bivio culturale di fronte al quale ci ha messo la pandemia.

Un’offesa insopportabile. Donna chiama libertà. Free Nûdem Durak

a cura di Manuel Marrese per Libreria Martincigh

musica, parole, voce e flauto Bruna Perraro
voce e chitarra Giana Guaiana
voce e violino Charlotte Dupuis
fisarmonica Pierpaolo Petta
video e post produzione Laura Schimmenti

introduzione di Federico Venturini
installazione ad arte di Silvia Braida

per prenotazioni info@libreriamartincigh.com
in caso di maltempo l’evento avrà luogo all’Oratorio del Cristo alle ore 21.30

Nûdem Durak è una cantante curda nata in Turchia. Nel 2015 è stata arrestata con l’accusa di aver insegnato a cantare in curdo ai bambini. Per questa ‘colpa’ deve scontare una condanna di 19 anni di reclusione in carcere.

La serata, con musica dal vivo e lla proiezione di un video su Nûdem Durak, girato poco prima dell’arresto, è a sostegno della campagna internazionale per la liberazione di Nûdem Durak, che oggi ha 32 anni e si trova nel carcere di Bayburt.

Personalità note in tutto il mondo come Angela Davis, Noam Chomsky, Ken Loach, David Graeber, Peter Gabriel, Roger Waters, Riccardo Muti sono attivamente schierate e Michael Löwy, in un messaggio di solidarietà, scrive: “Le sue canzoni fanno parte della tradizione degli oppressi e della cultura curda conservata per secoli. Per coloro che ancora credono nella pace, nella libertà e nella dignità umana, la carcerazione di Nûdem Durak è un’offesa insopportabile. Per questo deve levarsi un grido in tutto il mondo, a Parigi, New York, Rio, Santiago, Berlino”.

Animali parlanti. Senso delle parole e responsabilità del dire

presentazione di “Edizione 2019”.
Animali parlanti. Prospettive contemporanee sul linguaggio
a cura di Beatrice Bonato (Mimesis 2019)

Nel confronto di prospettive filosofiche sul linguaggio, il taglio fenomenologico ci consente, proprio grazie alle aporie a cui va incontro, di indagare più in profondità il legame con la dimensione corporea, affettiva e relazionale del soggetto parlante, e di portare alla luce l’articolazione tra il pensiero e l’espressione linguistica in cui esso si traduce, in parte sempre tradendosi. Nella pratica dell’animale parlante è sempre in gioco, d’altra parte, una forma di responsabilità: le parole che pronunciamo sono in rapporto stretto con il nostro modo di essere nel mondo, ne disegnano l’orizzonte. Ciò che mostra con particolare intensità il gesto poetico –l’intenzione di elevare, attraverso la parola, la vita stessa – è forse virtualmente presente in ogni atto linguistico, in ogni “voler dire”.

La passione che cura e il mistero del transfert

in collaborazione con l’associazione On Art

per iscrizioni (obbligatorio): assonart.ud@gmail.com 

Il binomio passione/cura porta con sé una molteplicità di relazioni e di reciproci rimandi. Delle tre attività impossibili di freudiana memoria (curare, insegnare, governare) la prima deve parte della sua impossibilità proprio a questa relazione. Freud scopre che non vi può essere cura analitica senza passione (scoperta che lo condurrà alla teoria del transfert) e al contempo che la cura analitica va effettuata in “stato di privazione, di astinenza”. In questa “impossibilità” e sospensione sta la possibilità di passare da una passione che ammala a una passione che cura.

Passioni digitali. Governare la trasformazione

Tavola rotonda

in collaborazione con il Master in Filosofia del digitale dell’Università di Udine diretto da Luca Taddio

Gli esseri umani e le macchine sono visti, nel senso comune, radicalmente distanti fra loro. I primi liberi e attraversati da sentimenti e passioni, le seconde deterministiche, pensate come puri meccanismi inanimati. Il digitale confonde questi due piani, li mescola, ibridizza. Da un lato, le tecnologie si fanno sempre più complesse: intelligenza artificiale e big data animano i sistemi, permettono loro di apprendere e di evolversi autonomamente, di interagire in maniera sempre più raffinata. Dall’altro lato, l’umanità si scopre estesa: sempre più funzioni cognitive avanzate vengono affidate ad apparati tecnologici. Attraverso schermi, tastiere e webcam ci emozioniamo, litighiamo, amiamo. Emerge una nuova fusione fra umanità e tecnologie. Come governare questa transizione?

Passioni malate. Le visioni di Johanna

per prenotazioni: tarantolaudine@gmail.com

Nella Germania dei primi anni del nazismo, Sebastian è un ingegnere sposato e padre di cinque figli, ma intreccia relazioni sentimentali con adolescenti del suo stesso sesso. La famiglia finge di non sapere e ognuno è condannato a una silente, colpevole prigionia psicologica. Solo per l’ultimogenita, l’inconsapevole Johanna, suo padre è un eroe e per questo incappa nella muta condanna dei fratelli. Sebastian viene perseguitato dalle SS, ma riesce a sopravvivere; dopo la guerra, abbandona tutti e parte per la lontana Indonesia, dove partecipa a un giro internazionale di pederastia e dove farà fortuna come educatore. Alla sua morte, Johanna ne ripercorre le tracce nel Sud-Est asiatico, scoprendo che il padre non era l’eroe che pensava.

A ciascuno il suo trauma: ovvero le passioni indelebili dell’inconscio

seminario

a cura della Scuola Lacaniana di Pasicoanalisi-Udine

per prenotazioni: 0432 506413/349 4323060

Il trauma psichico conseguente a una rottura del normale equilibrio che accompagna i vissuti, le emozioni e le azioni del vivere quotidiano, mobilita l’angoscia che ha un posto privilegiato tra le passioni umane quando diventa totalizzante e pervasiva. Per Lacan il trauma angoscioso dell’essere umano è il suo incontro con un reale soggettivo, unico e irripetibile che attende di essere riconosciuto e pacificato.

1420. La caduta del Patriarcato di Aquileia

Lectio magistralis

Cinquecento anni fa, nell’anno 1420, si incrociarono due parabole, quella discendente dello Stato patriarcale friulano e quella ascendente della Repubblica di Venezia, che si affacciava sul proscenio internazionale come una delle realtà statuali europee più ricche e aggressive. Viceversa, la Patria del Friuli, che aveva nel principe-vescovo di Aquileia il proprio capo, da oltre un secolo pativa una crisi di sovranità e un’incerta politica di alleanze. Non era una situazione originale: in molte parti d’Europa stavano cambiando le forme della guerra, la diplomazia, l’organizzazione degli Stati, la geopolitica. Gli Stati piccoli, e senza una guida salda e fonti di finanziamento solide, faticavano a reggere la competizione con le nuove realtà in espansione.

Essenzanima. Pensiero e passione

Mostra fotografica di Franco Martelli Rossi

dal 25 settembre al 4 ottobre

orari:
giovedì e venerdì 16.30 – 19.30
sabato e domenica 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.30

Il neologismo crea intenzionalmente un’ambiguità che unisce “anima” ed “essenza”, suo sinonimo. Le due parole, unite attraverso una “a” comune (che allude all’alfa greca con valore privativo) diventano un enigma che rafforza e contemporaneamente elide il concetto.

“I soggetti fotografati sono poveri, umili, semplici, inutili scarti del nostro vivere, spesso ritenuti banali – afferma l’autore -: rispecchiano l’abbandono di una umanità che volge verso la propria scomparsa. Ma la loro universale semplicità è anche un inno di bellezza, che unito ai racconti che suggeriscono, scatena in me danze di pensiero e di sentimento”.

Le dimensioni molto contenute e la forma espositiva sottolineano – nelle intenzioni dell’autore – la semplicità e l’essenzialità delle immagini, invitando l’osservatore a un discreto e silenzioso avvicinamento.

La legge del mare

a cura del circolo Arci-Cocula di Comeglians
in collaborazione con il Comune di Paluzza

per prenotazioni: presentazioni.libreriafriuli@gmail.com

Li abbiamo chiamati “angeli del mare”. Le Ong impegnate nel Mediterraneo per soccorrere i migranti erano considerate il simbolo e l’avamposto della società civile europea, quella della solidarietà e degli striscioni “Refugees Welcome”, che aveva scelto di non abdicare al proprio ruolo dopo il conflitto in Siria e l’esodo legato al fallimento delle primavere arabe. Poi qualcosa è cambiato. Nel giro di pochi mesi, gli angeli sono diventati vicescafisti, le loro navi taxi del mare. Annalisa Camilli racconta la caduta degli angeli, la loro messa sotto accusa, l’origine della propaganda contro le Ong che contamina l’informazione in Rete e il dibattito pubblico. Lo fa portandoci a bordo delle navi dei soccorritori, spiegandoci chi sono davvero, come operano e in che modo finanziano le loro attività. Un viaggio necessario per capire che la legge del mare ha un unico obiettivo: salvare la vita di chi rischia di sparire tra le onde.

Vocali

Personale di Giovanni Frangi
a cura di Stamperia d’arte Albicocco

dal 19 settembre al 20 novembre
orari: dal lunedì al sabato  ore 9-12 e 16-19.00  domenica  ore 10-12

prenotazioni: info@stamperiaartealbicocco.it

Prende ispirazione da una delle più celebri poesie della modernità il nuovo ciclo di opere che Giovanni Frangi presenta a Udine alla Stamperia d’arte Albicocco. Voyelles è il capolavoro di Arthur Rimbaud scritto nel 1871 e pubblicato nel 1883; Vocali è il titolo di questa serie di incisioni ad acquatinta di Giovanni Frangi, che in questo suo nuovo lavoro segue la logica eccitata del grande poeta francese: opera di contrasto rispetto ad accoppiamenti di segno naturalistico, per lasciar spazio ad associazioni più libere e visionarie. Con il ciclo “Vocali” Frangi rivisita alcuni tra i “topos” centrali della sua produzione: ritroviamo il tema degli Arcipelaghi, di Venezia, dei sassi, del fiume, delle cascine sul pendio del San Bernardino. Ognuno di questi temi viene però presentato insiema ad associazioni che ne forzano la visione: l’Arcipelago è il nero che riporta ai “golfes d’ombre” della poesia di Rimbaud, il bianco è una Venezia filtrata da uno sguardo fantascientifico, le nevi scoscese del San Bernardino sono bagnate di un rosso quasi cruento, sulle acque del torrente è stata proiettata una luce verde smeraldo, i sassi galleggiano come meteoriti dentro la profondità di un blu cosmico. Un viaggio a ritroso rispetto ad alcuni temi centrali che hanno scandito la sua parabola artistica.

Premio Terzani 2020

Serata per la premiazione di Amin Maalouf

premia il vincitore ANGELA TERZANI con i figli Folco e Saskia
conduce ANNA MARIA GIORDANO
interviene LUCIO CARACCIOLO (in collegamento video)
ospite musicale TOSCA
letture MASSIMO SOMAGLINO
regia GIANNI CIANCHI

Sei la mia carne che brucia

Spettacolo con

ALLIEVI DEL PRIMO ANNO DI CORSO DELLA CIVICA ACCADEMIA D’ARTE DRAMMATICA NICO PEPE

regia Claudio de Maglio

Con: Chiara Aquaro, Mattia Bartoletti Stella, Davide Benaglia, Lorenzo Leopoldo Egida, Alessandro Fuligna, Federico Furlan, Davide Riboldi, Marta Soci, Ariele Celeste Soresina, Carla Vukmirovic

Le allieve e gli allievi dell’Accademia che hanno concluso il primo anno di corso si confrontano, e si cimentano, con due grandi temi-motore dell’umanità: Passione e Libertà. E lo fanno affrontando un percorso costellato di parole e gesti di drammaturghi poeti scrittori filosofi e artisti, intrecciandoli alle loro stesse storie personali di giovani aspiranti attori che a quegli esempi vogliono continuare a ispirarsi. Il tempo presente sembra sfidare le giovani generazioni a riconquistare spazi e a fare le proprie scelte senza deroghe e rinvii. L’obiettivo ambizioso quanto essenziale è quello di lasciarsi attraversare dal viaggio rituale per ritrovare la forza della passione che ci renda liberi, e bruciando, ci infonda coraggio. “Il segreto della felicità è la libertà, e il segreto della libertà è il coraggio” ci dice Tucidide. Buon viaggio.

Claudio de Maglio

Perché l’Europa non scalda più i cuori?

Confronto

Il sogno europeo è il titolo di un libro del 2005 di Jeremy Rifkin: questo nuovo sogno – scriveva – “sta lentamente eclissando il sogno americano”. Ma da allora lo scenario ci appare drasticamente mutato. L’entusiasmo per la caduta del Muro e l’allargamento dell’Europa ha lasciato il posto a inquietudini, scetticismi, paure, nel rinascere dei nazionalismi e nell’approfondirsi di vecchie e nuove faglie: fra Est e Ovest, fra Nord e Sud.  Per la prima volta inoltre un Paese – e un Paese importante – ha deciso di abbandonare la Ue mentre sembra andare in frantumi quell’asse atlantico che era stato decisivo sin qui. Eppure l’Europa ci appare oggi ancor più necessaria, e ancora capace di scelte fortemente solidali, come è stato nell’emergenza: perché allora è sembrata da tempo appannarsi la sua capacità di alimentare sogni e speranze di futuro?  E quali sono i differenti terreni su cui ricostruire il progetto europeo?

Se non avessi più te

Spettacolo
di Manuel Buttus
con
MANUEL BUTTUS voce
NICOLETTA OSCURO voce
MATTEO SGOBINO voce e chitarre
Musiche, ricerca musicale e arrangiamenti Matteo Sgobino e Nicoletta Oscuro
produzione Teatrino del Rifo

La violenza maschile nei confronti delle donne non è un fatto privato, ma è un fenomeno strutturale e trasversale della società, che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi.
E ora che gli uomini stanno perdendo il ruolo predominante che gli è appartenuto per millenni, ruolo che nessuna moglie, compagna o madre aveva mai osato mettere in discussione sino a questi ultimi anni, la violenza verso le donne è in continuo aumento. Se non avessi più te prova a fare i conti con le ragioni per cui gli uomini temono così tanto di sentirsi “depotenziati”, si interroga sul perché alcuni di loro arrivino a commettere omicidio verso una donna proprio perché donna, “colpevole” di essere ciò che è, un essere umano di genere femminile.

Lo spettacolo sarà introdotto dalla presentazione del progetto “Never Again”

Con MANUELA MARCHIONI
Interviene TERESA BENE (in collegamento video)

Vicino/lontano aderisce al progetto “Never Again”, contro la vittimizzazione secondaria delle donne. Il progetto ha lo scopo di migliorare la sensibilità del sistema giudiziario nei confronti delle donne vittime di violenza, quando, come accade spesso, diventano vittime una seconda volta nel loro percorso di denuncia: davanti ai tribunali, nella rappresentazione dei media, nel contesto sociale .

Il progetto ha vinto il bando europeo nell’ambito del programma REC-Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza. Poggia su due pilastri: la formazione a la comunicazione. Capofila è il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Luigi Vanvitelli, in partenariato con la società di europrogettazione Prodos Consulting, D.I.re – donne in rete contro la violenza, Il Sole 24 Ore, l’associazione Maschile Plurale e l’associazione teatrale M.A.S.C. Tra i partner, la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento delle Pari Opportunità, la Scuola Superiore della Magistratura e il Consiglio Nazionale Forense. Avrà la durata di due anni e inizierà formalmente il 25 novembre 2020, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Passione civile, etica, responsabilità

in collaborazione con Libera-Udine e Medici Senza Frontiere

Sempre più spesso la ‘passione civile’ viene esaltata come componente della personalità o della condotta, a volte eroica, di uomini e donne che si spendono per onorare i valori in cui credono: principi nobilissimi quali uguaglianza, giustizia e legalità, diritti e libertà, cura degli individui soprattutto se vulnerabili, e attenzione alla ‘cosa pubblica’. Ma è davvero auspicabile a priori, come dato positivo in assoluto, l’esercizio di quella passione che può far brillare l’animo ma potrebbe offuscare lo sguardo proprio quando sarebbe opportuno un giudizio cristallino, lucido e imperturbabile? Etica e senso di responsabilità possono convivere con una forte passione civile senza che, da una parte, si scambi quest’ultima con il diligente adempimento del proprio dovere e senza rischiare, dall’altra, di smarrirsi nell’ideologismo? Dove, invece, la passione civile s’impone senza se e senza ma?

Antropocene, istruzioni per l’uso

con il sostegno di Amga Energia & Servizi

A forza di crescere, l’umanità ha scoperto di avere a tal punto “riempito” di sé la Terra, fino a influire in modo decisivo sul suo funzionamento. Paul Crutzen ha coniato il fortunato termine “antropocene” per definire un’era geoclimatica nella quale il fattore umano è la principale determinante: occupiamo ogni spazio e interferiamo con ogni processo, grazie anche all’enorme potere della tecnologia. Abbiamo conquistato un benessere sconosciuto alle generazioni precedenti, che è ancora privilegio di pochi, ma anche così servirebbero tre Terre per garantire l’equilibrio tra i consumi di questi pochi e la capacità del pianeta di sostenerli, e se lo standard di vita di questi pochi si estendesse all’umanità intera, l’”antropizzazione” del pianeta subirebbe una drammatica accelerazione, con conseguenze difficili da immaginare. Se è ancora possibile adattare il nostro modello economico e sociale alla casa che ci ospita, questo non potrà avvenire senza una profonda rifondazione delle basi morali del nostro rapporto con l’ecosistema, senza un’etica della responsabilità fondata sulla consapevolezza del peso e delle conseguenze del nostro agire.

L’ossessione dell’io

lectio magistralis

Il pronome “io”, che Gadda una volta definì come il più osceno dei pronomi, domina ormai da cima a fondo la nostra scena culturale. Più che la sua “oscenità” colpisce la sua ossessività: è un tamburo che batte di continuo. Enunciamo, annunciamo, imponiamo il nostro “io” come se non potessimo trattenerci. Piantato in cima alla frase, senza sottintenderlo o posporlo a una seconda o terza persona singolare, meno ancora a un “noi” o un “voi” o un “loro”.  È la triste vicenda dell’entropia sociale che stiamo vivendo, quella metamorfosi che ci ha trasformati in “egosauri”, poco o tanto ma nessuno escluso completamente. Quali siano gli effetti, lo misuriamo nel progressivo silenziamento dell’ascolto dell’altro e nella crescente incapacità di dare corpo e sostanza al pronome “noi”. Se questa ossessione corrisponda a un disturbo psichico, o addirittura psichiatrico, ecco l’espediente con cui trucchiamo le nostre carte, esonerandoci dall’esserne responsabili.

Cibo: bisogno primario, rito, passione

con il sostegno di Coop Alleanza 3.0

Per migliaia di anni la ricerca del cibo è stata “il” bisogno della stragrande maggioranza degli esseri umani. In tutte le culture la sua fruizione ha assunto anche un valore rituale e simbolico. È solo con la rivoluzione industriale prima e quella verde poi che il bisogno di cibo viene soddisfatto in larghe fasce della popolazione, anche in Italia. E oggi, superato il bisogno, almeno nella parte “ricca” del pianeta, trasformatasi la pratica del suo consumo rituale, è esplosa la dimensione passionale: grandi chef divenuti star della tv, insieme a cuochi dilettanti, si cimentano nella confezione di piatti elaboratissimi a beneficio di un pubblico sempre più appassionato. Questa dimensione si accompagna però alla crescita esponenziale dei pasti acquistati già pronti al supermercato. La narrazione sul cibo è veritiera? Nostalgia per i prodotti di una volta? Made in Italy? Km 0? Oggi, mangiamo meglio? Tutti?

Stefano Massini racconta

in collaborazione con Elastica
con il sostegno di CiviBank

Le storie servono a vivere meglio. Sono come piccoli manuali di sopravvivenza, di cui abbiamo necessità per affrontare la giungla di tutti i giorni. Parte da qui un viaggio fra personaggi lontani nel tempo, epopee, incontri, esperienze umane, emozioni e perché no? Risate. Una serata, tutta affidata all’estro narrativo di Stefano Massini: in un vortice di racconti affascinanti, Massini disegna le sue mappe servendosi di storie umanissime tutte vere, tutte accadute nelle epoche e nei luoghi più diversi, cucite su misura dei nostri stati d’animo più sfumati e inesplorati. Con una sola stella polare: la potenza sempre antica e sempre nuova del racconto.

La politica è passione?

Confronto

in collaborazione con Historia

Nel senso comune, la politica viene considerata ormai un’inutile pratica di facciata che si risolve nella ricerca del consenso personale attraverso la rete: l’enfasi del ‘privato’ sembra sostituire il valore del bene comune, la collettività coincidere con l’identità, la socialità con l’appartenenza a gruppi di interesse. Ma la passione politica, che può tradursi in una professione tra le più nobili, non nasce invece dalla vocazione e dal coraggio della testimonianza e non prevede un impegno forte e disinteressato a beneficio e al servizio della collettività? Come affrontare il confronto tra questi due poli? E come difenderci dai grandi poteri globali senza la condivisione di una autentica passione politica, che sappia guardare oltre l’orizzonte degli interessi particolari?

Invisible Blues. Concerto per theremin

A 100 anni dalla sua invenzione il theremin è ad oggi l’unico strumento che viene suonato senza nessun contatto fisico con l’esecutore. Il polistrumentista Leo Virgili, accompagnato da un bizzarro set di percussioni, loop station, strumenti giocattolo, chincaglieria elettronica, è protagonista di una performance “in solo” creata attorno alle visionarie melodie suonate dallo “strumento invisibile”. Una suite piena di suggestioni cinematografiche fra Morricone, Pascal Comelade, Maria Callas e Philip Glass. Da oltre un ventennio Leo Virgili scrive e collabora alla realizzazione di colonne sonore per il cinema, il teatro e la danza. Questa performance nasce dalla necessità di liberare tutte le melodie composte nel corso della sua ventennale carriera.

Il theremin, lo “strumento invisibile”, è stato inventato dal fisico russo Léon Theremin (1896-1993) nel 1919: due antenne in un campo elettromagnetico fanno “vibrare l’aria” trasformandola in suono. La voce angelica del theremin fu la fortuna e la condanna del suo inventore, protagonista di una vita rocambolesca, fra i grandi successi nella New York degli anni Venti che lo resero miliardario e la drammatica reclusione nei gulag di Stalin…. C’è chi dice che sia uno strumento impossibile da suonare per la grande difficoltà tecnica che l’esecutore deve affrontare. Altri lo considerano un generatore di fischi e rumori, adatto solo ai film di fantascienza. Di certo il theremin è uno degli strumenti dagli effetti sonori più magici che siano mai stati inventati.

Inaugurazione vicino/lontano 2020

La cerimonia di inaugurazione di vicino/lontano 2020 si terrà quest’anno all’interno della Chiesa di San Francesco.

La prenotazione comprende i due appuntamenti successivi: il concerto “Invisible Blues” (ore 18.30) e il confronto “Politica è passione?” (ore 19.00)

Andrea Zuccolo

Laureato al Dams di Bologna e diplomato a l’Ecole Internationale de Théatre diretta da Jacques Lecoq di Parigi, come attore ha lavorato con compagnie private e teatri stabili. Suoi testi poetici sono stati tradotti e pubblicati in varie lingue. Per la Rai-Fvg ha dato voce al personaggio di Armando nella versione friulana della Pimpa di Altan. Ha dato voce a Il Piçul Princip di Antoine de-Saint Exupéry (audiolibro, Nota 2018).

Riccardo Roschetti

Insegna Lettere e Italiano lingua seconda, collabora con l’Università di Udine in un progetto di mappatura dell’immigrazione minorile kosovara in Friuli Venezia Giulia. Ha lavorato e fatto ricerca in Brasile, Portogallo e Bosnia Erzegovina. Affascinato dai Balcani, li studia e li percorre. Ha pubblicato Aventure Imprevue (Studio Associato ComunIcare 2017), il racconto La notte e altre bestie nell’antologia Racconti friulani-giuliani (Historica Edizioni 2018) e La masnada delle aquile (Infinito edizioni 2020)

Bruna Perraro

Musicista e insegnante, ha incrociato in Olanda le culture latino-americane, incidendo con la violinista Charlotte Dupuis il CD Un dia en volo (2005). Dalla collaborazione con la cantautrice siciliana Giana Guaiana, è nato Todo Cambia. Con il gruppo siciliano Kaiorda ha inciso i CD Safar e Mythos. Ora sta collaborando con il poliedrico fisarmonicista arbëreshë Pierpaolo Petta. È autrice di musiche, percorsi didattici e testi per la scuola primaria, tra i quali Che musica (Gaia Edizioni 2017). Partecipa alla campagna di solidarietà internazionale “Free Nûdem Durak“ per la liberazione della musicista curda Nûdem Durak, in carcere in Turchia con l’accusa di terrorismo per avere tramandato i canti curdi. Per lei è nata la canzone “Donna chiama libertà”. La lettura dei Diari scritti in prigione dalla giovanissima attivista e giornalista iraniana Sepideh Gohlian le ha inspirato la canzone Una punta di rosso.

Franco Martelli Rossi

Insegna Arte della fotografia e della cinematografia al Liceo artistico Sello di Udine. Dal 1991 svolge l’attività di fotografo professionista in Friuli, realizzando servizi fotografici in vari ambiti.  Ha partecipato a diverse mostre nazionali e internazionali e sue fotografie sono apparse su varie pubblicazioni nei settori dell’architettura, arte, arredamento, reportage aziendale, territorio e fotografia creativa. È in libreria con il recentissimo volume Diario (Campanotto editore 2020).

Giovanni Frangi

Nasce a Milano nel 1959. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera, esordisce nel 1983 alla Bussola di Torino. Seguono numerose personali in Italia e all’estero, tra cui: La fuga di Renzo, nella Sala del Cenacolo alla Camera dei Deputati (Roma, 1998) in seguito alla vittoria del premio della Camera dei Deputati per la XII Quadriennale romana; Il richiamo della foresta presso il Palazzo delle Stelline (Milano, 1999); Nobu at Elba a Villa Panza (Varese, 2004); Pasadena, alla Galleria d’Arte Moderna (Udine, 2008); La règle du jeu al Teatro India (Roma, 2010). Nel 2010 partecipa alla Biennale di Venezia nel Padiglione Italia. Giardini pubblici al MART (Rovereto, 2010). Mollate le vele al Maxxi (Roma, 2014)); Lotteria Farnese, al Museo Nazionale Archeologico (Napoli,2014); Settembre a Palazzo Poli, Istituto Centrale della Grafica (Roma, 2015); Pret-à-Porter a Palazzo Fabroni (Pistoia,2017). Sue opere si trovano in collezioni pubbliche al Gabinetto dei disegni del Museo degli Uffizi di Firenze, Camera dei Deputati, Roma, al Mart di Rovereto, all’Istituto della grafica a Palazzo Poli a Roma, ai Musei civici di Rimini, al Camec di La Spezia, alla Galleria d’arte moderna di Udine, all’Orto Botanico di Padova, al Museo nazionale San Matteo a Pisa, a Palazzo Fabroni a Pistoia e al Museo Diocesano di Milano.

Tosca

Cantante e artista eclettica, collabora con i più grandi artisti italiani e internazionali. Già Targa Tenco nel 1997 e nel 2019,nel 2020 vince ben due Targhe Tenco: per la ‘miglior canzone singola’ con Ho amato tutto e come ‘miglior interprete di canzoni’ con Morabeza: l’album, prodotto e arrangiato da Joe Barbieri, contiene canzoni originali e rivisitazioni in quattro lingue, eseguite insieme ai grandi artisti che ha incontrato in un lungo viaggio attraverso il mondo. Con il documentario Il suono della voce ha ricevuto il premio ‘Protagonista dell’anno’ ai Nastri d’argento 2020. La sua attività teatrale comprende appassionate interpretazioni in numerosi spettacoli al fianco di Massimo Venturiello e memorabili incursioni nel teatro sociale Con il brano Ho amato tutto di Pietro Cantarelli si è aggiudicata anche il premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione e il sesto posto in classifica al Festival di Sanremo 2020, dove ha duettato con Sílvia Pérez Cruz nel brano Piazza Grande, aggiudicandosi il primo posto in classifica nella serata delle cover, votata dall’orchestra del Festival. Piazza Grande è ora su tutte le piattaforme digitali con un video ideato e dipinto a mano dal live painter Andrea Spinelli.

Ad aprile, in piena emergenza sanitaria pandemica da Covid-19, ha inciso Il canto degli italiani, una rilettura acustica dell’inno d’Italia: un singolo e un video – scelto tra l’altro per aprire i festeggiamenti del 75° anniversario della Liberazione del 25 aprile – la cui fruizione digitale è destinata a raccogliere fondi per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per i volontari della Croce Rossa Italiana.

Anna Maria Giordano

Giornalista a Rai Radio3, è tra gli ideatori di Radio3Mondo, programma di cui è responsabile e che va in onda da 25 anni. Conduce la rassegna Stampa estera ogni giorno alle 6.50 e la trasmissione di approfondimento di temi internazionali delle 11. Ha ideato e condotto Radio3Europa ed è autrice e conduttrice di Lovely Planet, le guide di Radio3. Ha curato settimanali di informazione politica, economica e culturale per Euronews, primo canale televisivo europeo multilingue. È cofondatrice di Audiodoc, prima associazione italiana di audio documentaristi, e cofondatrice di MediaAid onlus.

Riccardo Perissich

Attualmente Senior Fellow della School of European Economy della LUISS e membro dell’Istituto Affari Internazionali dell’Aspen Institute Italy, dell’International Institute of Strategic Studies di Londra e dell’Institut Jacque Delors-Fondation Notre Europe di Parigi, a Bruxelles è stato Capo di Gabinetto di tre diversi Commissari e Direttore generale del Mercato interno e dell’industria. Con Longanesi ha pubblicato: L’Unione europea. Una storia non ufficiale (prefazione di Giorgio Napolitano, 2008) e i romanzi: Le regole del gioco (2012); Il Seminatore (2014); Insospettabili (2016). Il suo ultimo saggio: Stare in Europa. Sogno, incubo e realtà (Bollati Boringhieri 2019).

Angelo Bolaffi

Filosofo della politica e germanista, ha insegnato Filosofia politica all’Università La Sapienza di Roma. Dal 2007 al 2011 è stato direttore dell’Istituto italiano di cultura di Berlino. Tra i suoi libri più recenti, per Donzelli: Cuore tedesco. Il modello Germania, l’Italia e la crisi europea (2013); Germania/Europa. Due punti di vista sulle opportunità e i rischi dell’egemonia tedesca (con P. Ciocca, 2017). Con Guido Crainz ha curato il Calendario civile europeo (Donzelli 2019).

Mario De Caro

Professore di Filosofia morale a Roma Tre e Visiting Professor alla Tufts University. Già Fulbright Fellow a Harvard, Visiting Scholar al MIT e presidente della Società Italiana di Filosofia Analitica, è vicepresidente della Consulta Nazionale di Filosofia ed esecutore letterario di Hilary Putnam. Scrive sul Sole 24 Ore e collabora con la RAI. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in varie lingue. I suoi ultimi libri: Siamo davvero liberi? (Codice 2019); Realtà (Bollati Boringhieri 2020).

Raffaella Rumiati

Professore di Neuroscienze cognitive e coordinatrice del Ph.D. in Neuroscienze Cognitive della SISSA di Trieste, svolge un’intensa attività di divulgazione. Nel 2003 ha ricevuto il “Bessel Prize” (von HumboldtStiftung) e nel 2006 il Women in Cognitive Science Mentorship Award per il suo sostegno alla carriera di giovani ricercatrici. Negli ultimi anni studia le operazioni mentali e i correlati cerebrali associati alla percezione, categorizzazione e scelta del cibo. È inoltre impegnata in un programma di ricerca relativo ai costrutti sociali come gli stereotipi e il pregiudizio.

Pietro Pietrini

Neuroscienziato e psichiatra, è professore di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica e Direttore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca. Da oltre trent’anni studia le basi cerebrali delle funzioni cognitive, delle emozioni e del comportamento umano normale e patologico. Ha lavorato per oltre 10 anni presso i National Institutes of Health (NIH) di Bethesda, Maryland (USA) ed è stato Visiting Professor presso l’Accademia Cinese delle Scienze di Pechino. È stato insignito dell’onorificenza di Commendatore, Ordine al Merito della Repubblica Italiana per meriti scientifici e della medaglia di bronzo Al Merito della Sanità Pubblica dal Presidente della Repubblica.

Stefano Di Bartolomeo

Cavaliere della Repubblica, è medico all’ospedale di San Daniele, specialista in Anestesia, Rianimazione, Igiene e Medicina Preventiva; si è diplomato alla scuola di Medicina Tropicale di Londra e conta diversi titoli e riconoscimenti. Ha preso parte a diverse missioni con organizzazioni italiane (COVS in Africa e “Un Ponte” in Medio Oriente) e internazionali (con il Comitato Internazionale della Croce Rossa in Africa e Medio Oriente e con Medici Senza Frontiere, per la quale ha operato anche come referente per Svizzera e Germania, in Yemen, Iraq, Ucraina, Siria, Sud Sudan, Nigeria, Italia). L’ultima missione è stata a Rafah, Gaza.

Umberto Ambrosoli

Avvocato, si occupa in prevalenza di diritto penale commerciale e societario. È stato componente del Consiglio regionale della Lombardia e presidente della Banca Popolare di Milano. È autore di: Coraggio (il Mulino 2015); Ostinazione civile (Guerini & Associati 2016); Diritto all’oblio. Dovere della memoria (con M. Sideri, Bompiani 2017). Ha vinto il Premio Terzani 2010 per Qualunque cosa succeda (Sironi 2009, 2014).

Emilio Padoa-Schioppa

Professore di Ecologia all’Università di Milano-Bicocca, dove ha contribuito a fondare e dirige l’Unità di ricerca di Ecologia del paesaggio. Le sue ricerche riguardano in particolare la conservazione della biodiversità. Attivo in diverse società scientifiche, è vice presidente della Siep- Società Italiana di Ecologia del Paesaggio.

Elena Pulcini

Professore di Filosofia sociale all’Università di Firenze, interviene spesso in trasmissioni radiofoniche e televisive sul tema delle trasformazioni del legame sociale nella modernità (con un focus anche sul soggetto femminile), proponendo una filosofia della cura per l’età globale. Ha pubblicato per Bollati Boringhieri: L’individuo senza passioni (2001); Il potere di unire (2003); La cura del mondo (2009, Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa”); con Il Mulino: Invidia. La passione triste (2011); Cura ed emozioni (con S. Bourgault, 2018). È in corso di stampa per Bollati Boringhieri Tra cura e giustizia. Le passioni come risorsa sociale,in cui emerge il suo crescente interesse per la sfida ecologica.

Maria Cristina Nicoli

Professoressa di Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Udine, già delegata del Rettore per il settore brevetti e pro-rettore alla ricerca, si occupa di qualità e sicurezza degli alimenti, in particolare di sviluppo di modelli di previsione della vita commerciale degli alimenti e di nuove tecnologie per il risanamento e stabilizzazione degli alimenti e di implementazione della loro funzionalità nutrizionale. Nel 2006, il progetto da lei presentato con il suo gruppo di ricerca ha vinto lo Start Cup Business Plan Competition FVG e il Premio Nazionale per l’Innovazione. È autrice di testi scientifici a diffusione internazionale.

Antonio Pascale

Scrittore, saggista, autore televisivo e teatrale. È ispettore del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Ha pubblicato molti libri, vinto molti premi ed è pubblicato anche all’estero. Tra i suoi libri per Einaudi ricordiamo: La città distratta (2001); La manutenzione degli affetti (2003); Scienza e Sentimento (2006); Le attenuanti sentimentali (2013); Le Aggravanti sentimentali (2016). Per Chiarelettere: Pane e pace (2012). È autore di conferenze-spettacolo, tra cui: Da Pinocchio a Masterchef e 4 lezioni sentimentali. Collabora con Il Foglio, Il Mattino, Limes, Mind e le Scienze. Ha un blog su Il Post molto seguito.

Stefano Minin

Coordinatore delle politiche e delle attività di sistema nell’ambito della Direzione politiche sociali e relazioni territoriali di Coop Alleanza 3.0. Coordina tre gruppi di lavoro dell’associazione nazionale cooperative di consumo.

Stefano Massini

Scrittore e raccontastorie,è l’unico autore italiano nella storia ad essersi aggiudicato, con Lehman Trilogy, il Tony Award, l’Oscar del teatro americano. La sua cifra distintiva sta nel coniugare una spiccata vena letteraria a un forte estro di narratore dal vivo, compositore e “scompositore” di parole e di storie, indagatore delle storie quotidiane e degli stati d’animo. Il grande pubblico italiano lo ha scoperto con i suoi interventi raffinati e spiazzanti in televisione: a Piazzapulita, e in altri programmi televisivi, come Ricomincio da Rai 3. Dal 2016 collabora con il quotidiano la Repubblica anche con il suo spazio settimanale Manuale di Sopravvivenza. Fra i suoi testi, tradotti e rappresentati in più di 30 lingue, da Broadway alla Comédie-Française, Lehman Trilogy è stato messo in scena in tutto il mondo: in Italia al Piccolo Teatro di Milano nel 2015 da Luca Ronconi; a Londra (2018) e a New York (2019), con la regia di Sam Mendes.

Vittorio Emanuele Parsi

È uno dei maggiori esperti italiani di politica internazionale. Professore di Relazioni internazionali alla Cattolica di Milano e all’Università della Svizzera italiana di Lugano, dirige l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, di cui è tra i fondatori. È presidente dello Standing Group di Relazioni Internazionali e membro dell’Advisory Board di Center for Diplomacy and Strategy at the London School of Economics. È editorialista de Il Messaggero. Il suo ultimo libro: Vulnerabili: come la pandemia cambierà il mondo. Tre scenari per la politica internazionale (Piemme 2020).

Premio Terzani – Edizione 2020

La motivazione della Giuria

Con Il naufragio delle civiltà Amin Maalouf, nato a Beirut e cresciuto fra Libano ed Egitto, oggi residente in Francia, ci trasmette la sua costernazione per la degenerazione dei rapporti fra i Paesi e i popoli del Medio Oriente. Ancora pochi anni fa, ebrei e cristiani, sunniti e sciiti delle diverse scuole e correnti dell’Islam convivevano pacificamente nelle terre del Levante, dando vita a straordinarie fioriture culturali. La stessa nostra cultura sarebbe impensabile senza il contributo nella matematica, l’astronomia, la medicina, l’architettura e le arti dei nostri vicini sull’altra sponda del Mediterraneo.

Poi, quel pluralismo così fertile e creativo si è trasformato, all’interno del mondo arabo, in una intolleranza reciproca, sfociata in azioni di incomprensibile brutalità: “Le luci del Levante si sono spente – scrive Maalouf – e l’oscurità si è diffusa in tutto il pianeta”.

Con grande sincerità Maalouf condivide con noi la propria tristezza per questa tragedia che ha colpito il suo popolo, di cui vede chiare anche le colpe e le responsabilità. Ma poi allarga la sua analisi alle politiche delle grandi potenze del mondo occidentale, da cui emerge come costante la difesa dei nostri interessi particolari nella regione, quindi anche le nostre responsabilità. Sono queste che lo storico ci invita insistentemente a condividere con gli arabi se vogliamo evitare il naufragio civile al quale potremmo altrimenti andare incontro.

Per il suo coraggio morale e l’accorata lucidità nel metterci in guardia, per l’umanità che pervade il libro intero e la limpida chiarezza della sua prosa, mirabilmente tradotta in italiano, questa giuria desidera assegnare il Premio Tiziano Terzani per l’anno 2020 a “Il naufagio delle civiltà” di Amin Maalouf (La nave di Teseo, 2019).

Annarosa Buttarelli

Filosofa, saggista e docente Iuav. Fa parte della Comunità filosofica Diotima, che ha elaborato in Italia il pensiero della differenza sessuale. È direttrice scientifica della Fondazione Scuola Alta Formazione Donne di Governo. Tra le maggiori studiose europee di María Zambrano, è autrice di Sovrane. L’autorità femminile al governo (il Saggiatore 2013, 2017).

Salute/malattia. La vita da salvare

Ripartire. Ma come?

Democrazia alla prova

Globalizzazione malata

La sfida di Gaia

Non sprechiamo questa crisi

Chiara Carminati

Scrive romanzi, poesie e testi teatrali. Conduce incontri di letture ad alta voce presso biblioteche, scuole e librerie. In collaborazione con musicisti e illustratori, ha realizzato diversi reading musicali tratti dai suoi libri. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Andersen come migliore autrice nel 2012, il Premio Strega Ragazzi e Ragazze per il romanzo Fuori fuoco (Bompiani 2014), il Premio Pierluigi Cappello e il Premio Camaiore per le poesie di Viaggia verso (Bompiani  2018). È stata nominata da Ibby (International Board on Books for Young people) candidata per l’Italia al H.C. Andersen International Award nel 2016 e nel 2018. Il suo sito è parolematte.it

Ripartire. Ma come?

In chiusura
Saba Anglana & Atma Mundi Ensemble
Saba Anglana voce
Zoran Majstorovic chitarre, oud
Simone Serafini basso elettrico, contrabbasso
Borko Rupena batteria e percussioni
(da vicino/lontano 2016, Serata per la consegna del Premio Terzani)

Democrazia alla prova

In chiusura
Jvan Moda & Paolo Forte
eseguono “Arsure” (J.Moda/J.Moda), brano tratto dall’album “Kristalè” dei Pantan, trio rock friulano
(da vicino/lontano 2018)

Globalizzazione malata

In chiusura
Books Across Balkans
Brano tratto dallo spettacolo di e con Aida Talliente, Aleksandar Zograf, Arbe Garbe
Un progetto di solidarietà culturale nato per raccogliere libri da destinare alla ricostituzione della Biblioteca Universitaria Nazionale della Bosnia
(da vicino/lontano 2012)

La sfida di Gaia

in collaborazione con Meltemi
(traduzione di Lidia Bogo)

In chiusura
Coro la Tela
esegue “Thula sana”, ninna nanna africana
dirige Claudia Grimaz
(da vicino/lontano 2016)

Amin Maalouf

È nato in Libano nel 1949 da una famiglia di letterati e giornalisti. Dopo gli studi universitari in Economia e Sociologia, si è trasferito a Parigi nel 1976. Il suo primo libro, Le crociate viste dagli arabi (1983, Sei 1989, La nave di Teseo 2019), è ormai un classico tradotto in moltissime lingue. In Italia ha pubblicato tra gli altri, con Bompiani: Gli scali del Levante (2000), Col fucile del console d’Inghilterra (2002), I disorientati (2013), Il periplo di Baldassarre (2002), Origini (2004, La nave di Teseo 2016); tra i saggi: Un mondo senza regole (2013). Nel 1999 ha vinto il Premio Nonino, nel 2004 il Prix Méditerranée e nel 2010 il Premio Principe delle Asturie. Per Il naufragio delle civiltà (La nave di Teseo 2019) gli è stato conferito il Premio Aujourd’Hui 2019 e il Premio Terzani 2020. Dal 2011 fa parte dell’Académie française.

Behrouz Boochani

Giornalista, poeta e documentarista curdo iraniano, ha co-fondato la rivista curda “Werya”, cosa che gli è costata la messa al bando da parte del regime. Nel 2017 ha vinto il premio di Amnesty International Australia, per i suoi articoli sui diritti umani dei rifugiati. Ha diretto con Arash Kamali Sarvestani il lungometraggio Chauka, Please Tell Us the Time (2017); ha collaborato con Nazanin Sahamizadeh’s nella scrittura dello spettacolo teatrale Manus. È ricercatore non residente al Sydney Asia Pacific Migration Centre (SAPMiC) dell’Università di Sydney. Pubblica regolarmente sul Guardian, Huffington Post, The Financial Times e The Sydney Morning Herald. Il suo romanzo autobiografico Nessun amico se non le montagne (add editore 2019) ha vinto all’estero numerosi riconoscimenti ed è finalista del Premio Terzani 2020.

Patrizio Bianchi

Professore ordinario di Economia e Politica industriale all’Univerità di Ferrara, di cui è stato Rettore e Preside della Facoltà di Economia. Ha collaborato ai lavori della Commissione per le politiche del lavoro e dei settori produttivi presso il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. È economic advisor del governatore della provincia cinese del Guandong e professore onorario presso la South China University of Technology di Canton.  È stato chiamato a coordinare il Comitato di esperti istituito dalla Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, al fine di affrontare il nodo della scuola, con riferimento all’emergenza Covid.

Leonardo Becchetti

Professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma “Tor Vergata”. È tra i primi 70 economisti del mondo come numero di pagine pubblicate su riviste internazionali. È autore di numerosi saggi, tra i quali: Il mercato siamo noi (Bruno Mondadori 2013); Winkieconomia. Manifesto dell’economia civile (Il Mulino 2014); Le città del ben-vivere (a cura di, Ecra 2017). È presidente del comitato scientifico di Next-Nuova Economia per Tutti e direttore del sito benecomune.net.

Ece Temelkuran

Scrittrice, giornalista e commentatrice politica turca, per anni collaboratrice di testate importanti come Milliyet, Habertürk e CNN International. È seguita su Twitter da quasi tre milioni di persone. I suoi articoli sono stati tradotti e ripresi tra gli altri da The Guardian, The New York Times, New Statesman, Frankfurter Allgemeine, Der Spiegel e Le Monde Diplomatique. Nel 2012 è stata licenziata dal Habertürk per aver raccontato in un reportage il massacro di curdi al confine tra Turchia e Iraq. Vive ora a Zagabria. È autrice prolifica di romanzi. In italiano sono apparsi: Turchia folle e malinconica (2018); Soffiano sui nodi (2019) e Come sfasciare un paese in sette mosse (Bollati Boringhieri 2019, finalista Premio Terzani 2020). Ha vinto l’Edinburgh International Book Festival First Book Award e l’Ambassador of New Europe Award ed è stata per due volte classificata tra le dieci persone più influenti dei social media.

Nadia Urbinati

Professoressa di Teoria politica alla Columbia University di New York. Si occupa del pensiero democratico e liberale contemporaneo e delle teorie della sovranità e della rappresentanza politica. Collabora con diversi quotidiani e con il settimanale Left. Tra le pubblicazioni più recenti: L’ipocrisia virtuosa (Il Mulino 2023); Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia (il Mulino 2020); Pochi contro molti (Laterza 2020); Democrazia afascista (con G. Pedullà, Feltrinelli 2024)

Erika Fatland

Scrittrice e antropologa, vive a Oslo. Nel 2015 è stata nominata tra i migliori autori norvegesi under 35, vincendo il premio per la migliore non-fiction dell’anno, e nel 2016 Literary Europe Live l’ha selezionata tra le dieci voci emergenti più interessanti d’Europa. Collabora con diverse testate e si è imposta sulla scena culturale internazionale con Sovietistan, premio dei librai in Norvegia, tradotto con successo in tredici paesi. La frontiera. Viaggio intorno alla Russia (Marsilio 2019), finalista Premio Terzani 2020, è stato selezionato tra i dieci migliori libri di non-fiction pubblicati in Scandinavia dal 2000 e nel 2018 ha vinto l’ambito premio dei bookblogger in Norvegia.

Bruno Latour

Filosofo della scienza, sociologo e antropologo, è uno dei più prestigiosi intellettuali del nostro tempo. Insegna a Sciences Po a Parigi e alla London School of Economics and Political Science. Tra i suoi saggi: Politiche della natura. Per una democrazia delle scienze (Cortina 2000); Tracciare la rotta (Cortina 2018); Essere di questa terra (Rosenber&Seller 2019). Sta per uscire, per i tipi di Meltemi, La sfida di Gaia. Il nuovo regime climatico.

Luca Mercalli

Climatologo. Presiede la Società Meteorologica Italiana, ha fondato la rivista «Nimbus», ha pubblicato monografie su clima e ghiacciai delle Alpi. Come giornalista scientifico, in 35 anni ha firmato migliaia di articoli su la Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano; ha tenuto oltre tremila conferenze e collaborato a programmi tv della RAI (Che tempo che fa, TGR Montagne, Scala Mercalli) e della Radiotelevisione Svizzera Italiana. È Ambasciatore del clima dell’Unione Europea ed è stato consigliere scientifico di ispra. Ha insegnato Sostenibilità ambientale all’Università di Torino e all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Con Einaudi ha pubblicato Viaggi nel tempo che fa (2010), Non c’è piú tempo (2018 e 2019), Salire in montagna (2020) e Breve storia del clima in Italia. Dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale (2025).

Jared Diamond

Docente di Geografia all’Università della California e di Geografia politica alla Luiss Guido Carli di Roma, è membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana. Si è occupato di fisiologia, biologia evolutiva e biogeografia. È considerato il massimo esperto mondiale della flora e della fauna della Nuova Guinea. Ha ricevuto il Premio Pulitzer per la saggistica nel 1998 per Armi, acciaio e malattie (Einaudi), oltre a numerosi e prestigiosi riconoscimenti scientifici. In italiano ha pubblicato anche: Il terzo scimpanzé (Bollati Boringhieri 1994) e, tutti con Einaudi, Collasso (2005); Il mondo fino a ieri (2013); Da te solo a tutto il mondo (2015) e Crisi (2019).

Norma Zamparo

È responsabile editoriale di Forum, casa editrice dell’Università degli studi di Udine. Fa parte della redazione della rivista ‘Multiverso’ e del consiglio direttivo dell’Associazione University Press Italiane. È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

vicino/lontano 2020

Vicino/lontano incontra finalmente il suo pubblico dal vivo, dopo averlo sentito comunque ‘vicino’ e solidale nella felice esperienza di “vicino/lontano On” – Dialoghi al tempo del virus, le cinque serate in diretta streaming dello scorso maggio con cui abbiamo voluto immaginare, col contributo di studiosi di prestigio internazionale, a beneficio del pubblico ancora più vasto della rete, il futuro del dopo-pandemia. 

Ammettiamolo però: ci è mancata la città, la condivisione emotiva dentro il suo spazio pubblico e ‘aperto’. Ci è mancata la dimensione fisica del ‘noi insieme’: l’esperienza del ‘qui e ora’, il rito collettivo di una sana passione civile fatta di complicità e appartenenza, dove ‘pensare insieme’ e sentirsi comunità.

PASSIONE è la parola-chiave che vicino/lontano mette al centro della sedicesima edizione del suo festival ‘dal vivo’, reso necessariamente ‘essenziale’ e meno affollato dal rispetto della normativa anti-Covid. 

Di fronte al quadro di una realtà e di una prospettiva da molti vissute come inquietanti sotto molti profili – ambientale, geopolitico, socio-economico, sanitario, psicologico, valoriale… – è giunto forse il momento di una necessaria rivoluzione emotiva che ci spinga ad accettare la sfida più impegnativa del nostro tempo: trovare nuovi modi di vivere, e convivere, sul Pianeta Terra.

Non esiste attività umana che non richieda di affiancare il cuore alla ragione se si vuole trovare la forza e il coraggio di uscire dai luoghi comuni, per approdare a una comprensione più profonda di ciò che accade: passione civile e intellettuale, tensione creativa e volontà di riscatto sono forze propulsive e motivanti che saranno analizzate dagli studiosi nei loro meccanismi biologici, psichici e psicologici, ma verranno anche rivelate/proposte nei racconti dei testimoni.

Un modo per provare a decifrare, comprendere e forse disinnescare i meccanismi che ci tengono prigionieri delle “passioni tristi” fatte di paura, rancore, epidemica indifferenza, depressione dei sentimenti, perdita di significati simbolici e senso di impotenza.

Andrea Sandra

Avvocato penalista, è Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine.

De Anna

Avvocato, naturalista, amante della scrittura, già pubblicista, ha alle spalle varie opere di carattere naturalistico e ambientale. In passato ha curato per il Gazzettino di Udine rubriche settimanali di botanica e micologia, scrivendo anche di itinerari nel Friuli Venezia Giulia e di barriere architettoniche. Oggi tiene corsi di scrittura creativa e scrive racconti. Ha pubblicato le raccolte di racconti Dieci piccoli pachistani (EDS Print 2018) e Violenza fatta in casa (Etabeta 2020).

Federico Venturini

Geografo, assegnista di ricerca all’Università di Udine, si occupa di contratti di fiume, zero waste, ecologia sociale e processi partecipativi. Ha fatto parte delle delegazioni internazionali di pace İmrali organizzate dalla Commissione civica dell’EU-Turchia.  Ha curato i volumi: La vostra libertà e la mia. Abdullah Öcalan e la questione curda nella Turchia di Erdoğan (con J. Miley, Edizioni Punto Rosso 2020); Ecologia sociale e diritto alla città (con E. Degirmenci, I. Morales, Zero in Condotta 2024).

Mattiussi

Psicologo, psicoterapeuta, esperto dipendenze, partecipante SLP.

Lodesani

Medico infettivologo, lavora con Medici Senza Frontiere dal 2002 e dal 2018 è presidente di MSF Italia. Ha passato gli ultimi 19 anni sul campo, iniziando come medico di terreno per poi svolgere ruoli di coordinatore, capomissione, direttore di strutture sanitarie di MSF. Ha lavorato in grandi emergenze come l’epidemia di Ebola nel 2014 e 2015, conflitti come quello in Yemen e nella Repubblica Centrafricana, contesti dimenticati come il Burundi, la Repubblica Democratica del Congo o il Sud Sudan. A marzo 2020, dopo una missione di due mesi ad Haiti, è stata la coordinatrice dell’intervento di MSF per il Covid-19 in Italia fino al giugno 2020.

Parmeggiani Dri

Ha insegnato Lingue serba e croata e Letterature serba e croata presso le Università di Udine e di Trieste. Oltre a diversi saggi, ha pubblicato Scritti sulla pietra. Voci e immagini dalla Bosnia ed Erzegovina fra Medioevo ed Età moderna (Forum 2005). Tra i tanti autori, ha tradotto Albahari, Andrić, David, Duraković, Finci, Lengold, Pekić, Stanišić,  Tišma, Veličković, Velikić. Sua anche la traduzione de La vita di Isidor Katanić (Bottega Errante 2020).

Gaiarin

Si occupa di modelli sperimentali di formazione e di consulenza nelle organizzazioni. Ha studiato filosofia con Pier Aldo Rovatti ed è redattore di aut aut. Appassionato di arte e cinema, fa parte del collettivo di social art DMAV ed è tra i fondatori del circolo di cinema Estate violenta.

Fusco

Professoressa ordinaria di Linguistica educativa e Teoria e storia della traduzione all’Università di Udine, i suoi interessi di ricerca sono rivolti all’ambito della sociolinguistica italiana, friulana e francese (comunicazione giovanile e specialistica, lingua e genere), dell’interferenza linguistica e della storia e delle tecniche della traduzione (terminologia, traduzione multimediale e autotraduzione). Numerose sue pubblicazioni sono apparse in riviste scientifiche italiane e straniere, in atti di convegno e in volumi vari.

Fabbro

Psicologa, psicoterapeuta, giudice onorario della Corte d’Appello di Trieste, partecipante SLP.

Maurizio Scarpari

Ha insegnato Lingua cinese classica all’Università Ca’ Foscari. Studioso della lingua, della storia e del pensiero filosofico della Cina antica, ne indaga l’incidenza sul pensiero politico attuale. Per le Grandi Opere Einaudi ha curato La Cina (2009-2013), sulla civiltà cinese dalle origini ai giorni nostri. È autore di La Cina al centro. Ideologia imperiale e disordine mondiale (Il Mulino 2023).

Crisafulli

Dopo una carriera musicale come direttore d’orchestra, è entrato in magistratura: prima sede alla Pretura di Udine. È stato addetto all’Ufficio Affari giuridici e costituzionali della Presidenza della Repubblica durante il settennato Scalfaro. Dal 2000 al 2009, in qualità di addetto giuridico alla Rappresentanza permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa, ha svolto funzioni di co-Agente del Governo italiano davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.  Attualmente è giudice del Tribunale ordinario di Roma.

Civica Accademia d’arte drammatica Nico Pepe

Realtà consolidata tra le più significative nel settore della formazione teatrale a livello nazionale e internazionale. I futuri attori vi sviluppano la capacità di lavorare in gruppo, condividendo tutte le fasi del percorso creativo: dall’ideazione di un progetto alla sua realizzazione scenica. Il percorso formativo comprende tutte le fasi della pedagogia teatrale fino alla formazione di livello avanzato e di perfezionamento per professionisti. L’Accademia, che ha sede a Udine, promuove tirocini formativi che permettono un’esperienza diretta sul palcoscenico.

Buttus

Attore, autore e regista della compagnia del Teatrino del Rifo fondata nel 1991. Ha maturato una pluriennale esperienza di pedagogia teatrale, dirigendo stage rivolti ad adulti, ragazzi, laboratori per gli studenti, assieme all’impegno nella produzione di spettacoli per il pubblico adulto e alle collaborazioni per radio, tv e cinema. Lavora da anni con il CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG.

Paolo Cantarutti

Voce storica di Radio Onde Furlane, è autore e collaboratore di numerose serie radiofoniche e televisive in friulano. Ha curato riviste periodiche (La Patrie dal Friûl), letterarie (La Comugne), scientifiche (Gjornâl Furlan des Siencis) e tante pubblicazioni in friulano di libri, fumetti, dischi e film.

Gino Colla

Presidente dell’associazione culturale On Art Udine, collabora con istituzioni, aziende, enti di ricerca e fondazioni attraverso progetti e iniziative volte a promuovere il dialogo tra arte e saperi umanistici.

Curi

Professore emerito di Storia della filosofia all’Università di Padova e Visiting Professor presso le Università della California (Los Angeles) e di Boston, ha tenuto conferenze e cicli di lezioni in università europee e americane. Si è occupato di alcuni temi fondamentali dell’interrogazione filosofica quali l’amore e la morte, il dolore e il destino. Tra le sue pubblicazioni, per Raffaello Cortina: Straniero (2010); Passione (2013); Endiadi. Figure della duplicità (2015); Le parole della cura (2017).

Paolo Bon

Architetto con studio a Udine dal 1997. Ha realizzato opere pubbliche e private in vari comuni della regione Fvg. Ha progettato e diretto gli interventi complementari delle Ciclovie Regionali Fvg 1 e Fvg 3 e diversi campi sportivi. Ha avuto esperienze di docenza presso le Università di Trento e di Udine.È stato presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Udine. Fa parte del direttivo di vicino/lontano.

Paroni

Direttore Ospite Principale del New York City Ballet dal 2014, ha lavorato presso orchestre, teatri lirici e in sale da concerto di rilevanza internazionale. Ha al suo attivo oltre 70 prime assolute tra esecuzioni e registrazioni. Ha collaborato con artisti internazionali di ogni estrazione stilistica e culturale. Il suo repertorio spazia dalla musica barocca alle opere contemporanee: è stimato per la sua programmazione originale e l’abbattimento delle barriere tra generi diversi.

Annalisa Camilli

Giornalista di Internazionale, ha lavorato per altre importanti testate e vinto i più prestigiosi premi di giornalismo. Ha scritto La legge del mare (Rizzoli 2019); Un giorno senza fine. Storie dall’Ucraina in guerra (Ponte alle Grazie 2022). È autrice dei podcast Limoni sul G8 di Genova e Da Kiev sulla sua esperienza di inviata. Il suo ultimo libro è L’ultimo bisonte (La nuova frontiera 2023).

Stanišić

Scrittore bosniaco, fuggito dalla guerra nel 1992 per essersi rifiutato di indossare qualunque divisa, in Italia ha trovato accoglienza a Zugliano, dove ha tuttora la sua residenza. È uno dei massimi conoscitori della letteratura dell’area balcanica. Con Bottega Errante ha ripubblicato I buchi neri di Sarajevo e altri racconti (2016) e il romanzo La giraffa in sala d’attesa (2019).

Andrea Zannini

Insegna Storia dell’Europa all’Università di Udine. Ha collaborato con ALP e altre riviste di montagna. Ha curato con F. Favaretto la guida Gruppo di Sella della collana Monti d’Italia (1991). Tra le sue ultime pubblicazioni: Controstoria dell’alpinismo (Laterza 2024). Fa parte della giuria del premio Leggimontagna e del comitato scientifico di èStoria. 

Monestier

Dal 2012 è direttore del Messaggero Veneto e, dal 2021, anche del Piccolo. In passato ha diretto Il Mattino di Padova, il Corriere delle Alpi di Belluno e il Tirreno.

Sgobino

Compositore, musicista e autore. Studioso di etnomusicologia, è attivo nell’esecuzione e nello studio dei ritmi della musica jazz-manouche o gypsy-jazz con i Mocambo Swing e con il quartetto Lune Troublante. Con il trombettista Francesco Minutello e il contrabassista Alessandro Turchet da diversi anni si esibisce con il progetto Cool Cat 3io. Collabora con il Teatro della Sete, Maison Du Theatre, Css, Ert Fvg e Mittelfest. Dal 2016 collabora sistematicamente con Nicoletta Oscuro in diversi spettacoli di reading, musica e canzone.

De Maglio

Attore, regista e drammaturgo, è direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. Tiene seminari e masterclass sul training dell’attore e sulla Commedia dell’Arte in Italia e all’estero. Come regista ha partecipato a numerosi festival e rassegne nazionali e internazionali, vincendo premi prestigiosi. Nel 2008 ha istituito il Premio Nazionale “Giovani Realtà del Teatro”; nel 2016 ha organizzato SAFest Summer Academy Festival – Festival Internazionale di Scuole di Teatro e nel 2017 il Workshop Internazionale di Commedia dell’Arte.

Massimo Somaglino

Attore, autore e regista teatrale. Nella compagnia del Teatro dell’Elfo di Milano dal 1996. Con Giuliana Musso ha messo in scena Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti. Nel suo percorso autoriale ha realizzato, tra gli altri: Zitto, Menocchio!, Cercivento, Indemoniate, Achtung banditi. Ha riscritto l’Histoire du soldat di Stravinskij-Ramuz e Il sogno di una cosa di Pasolini, dal titolo Nini e Cecilia. È attualmente in scena con lo spettacolo Salām/Shalom. Due padri, coprodotto da vicino/lontano e CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG. È stato direttore artistico del Teatro Club Udine dal 2018 al 2020. Ora è direttore artistico del Teatri Stabil Furlan.

Oscuro

Attrice e cantante. Lavora da anni insieme a Matteo Sgobino in ambito teatrale, vocale e musicale. Dal 2016 collaborano all’allestimento dello spettacolo Tina Modotti, gli occhi e le mani, su drammaturgia di Alberto Prelli, da cui è nato l’omonimo cd coprodotto dall’associazione Genia e da Folkest. Recentemente ha debuttato con un nuovo spettacolo su Spoon River, Fabrizio De André e Fernanda Pivano dal titolo Vennero in tanti e si chiamavano gente, drammaturgia di Hugo Samek. Collabora con CSS Teatro Stabile d’Innovazione FVG in vari spettacoli per la regia di Rita Maffei come Assemblea, Sissignora, Il labirinto di Orfeo e con Teatrino del Rifo e Manuel Buttus per lo spettacolo Se non avessi più te.

Tiziano Possamai

Insegna Antropologia culturale all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. I suoi ambiti di ricerca principali riguardano i processi di costruzione e trasformazione dell’umano, le pratiche rivolte al sé, il rapporto tra pensiero ecologico, psicoanalisi e teorie dell’inconscio. Tra le sue pubblicazioni: Dove il pensiero esita (Ombre Corte 2009; Mimesis International 2022); Consulenza filosofica e postmodernità (Carocci 2011); Inconscio e ripetizione (Meltemi 2017); La pazienza della libertà (Mimesis 2023).

Ferraris

Insegna Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove dirige il LabOnt – Centro interdipartimentale di Ontologia. Editorialista di Repubblica, ha scritto una cinquantina di libri tradotti in varie lingue. L’ultimo uscito è Documanità. Filosofia del mondo nuovo (Laterza 2021).

Giacomo Marramao

Professore emerito dell’Università di Roma Tre, dove ha insegnato Filosofia teoretica e Filosofia politica. Dirige la Fondazione Basso ed è membro del Collège International de Philosophie di Parigi. Tra i suoi libri più recenti: con Castelvecchi Per un nuovo Rinascimento (2020) e Sulla sindrome populista (2020); con Bollati Boringhieri Dopo il Leviatano. Individuo e comunità (2013), Kairós. Apologia del tempo debito (2020) e Modernità di Dante (2024).

Musso

Attrice, ricercatrice, autrice, Premio della Critica 2005, Premio Cassino Off 2017 e Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia, è tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine: un teatro che si colloca al confine con il giornalismo d’inchiesta, tra l’indagine e la poesia, la denuncia e la comicità. Una poetica che caratterizza tutti i suoi lavori: una prima trilogia sui “fondamentali” della vita, Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti (nascita, sesso e morte), e poi un impegnativo viaggio nella distruttività del sistema patriarcale con La città ha fondamenta sopra un misfatto (ispirato a Medea.Voci di Christa Wolf), La Fabbrica dei preti (sulla vita e la formazione nei seminari italiani prima del Concilio Vat. II) e Mio Eroe (la guerra contemporanea nelle voci di madri di militari caduti in Afghanistan). Il suo ultimo monologo La scimmia, testo originale ispirato al protagonista del racconto di Franz Kafka Una relazione per un’accademia, ha debuttato a Mittelfest 2019.
I suoi testi sono stati pubblicati e tradotti in antologie e raccolte: Senza Corpo. Voci dalla nuova scena, a cura di Debora Pietrobono, Minimun Fax Media (2009); Donne che non seguono il copione, a cura di Milagro Martín Clavijo, Aracne editrice (2015); Italian Literature in Translation. Vol. II Theatre, a cura di Monica Capuani, Istituto italiano di Cultura a Londra (2017); My Hero, traduzione di Patricia Gaborik, nella sua versione integrale è edito da Frank Hentschker, Valeria Orani in New Plays from Italy, vol. 3 (2019).
Dal 2008 La Corte Ospitale è la sua casa di produzione.

Romanin

Amministratore delegato di Ensoul, agenzia di web development. Guest teacher al Festival of Festivals, all’Istituto Europeo di Design/IED, all’Università di Udine. Ha scritto un saggio sul lavoro indipendente, L’IVA funesta (Utet 2018).

Maddalena Bosio

Avvocata del Foro di Udine, si occupa a livello nazionale ed internazionale di diritti umani, in particolare diritto d’asilo, diritti delle donne, violenza di genere e diritto di famiglia, oltre a coltivare la passione per il diritto dell’ambiente e degli animali. Formatrice e relatrice in collaborazione con enti e associazioni, università e scuole, ha pubblicato: La Violenza di Genere al cospetto della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Tutela della donna: retrospettive e prospettive (Key Editore 2020). Fa parte del consiglio direttivo di vicino/lontano.

Virgili

Musicista polistrumentista, specializzato in didattica musicale metodo Willems, conta innumerevoli esperienze di produzione musicale per teatro, danza, radio, cinema, pubblicazioni editoriali e musicali in qualità di autore musicale ed esecutore. È direttore artistico del festival delle lingue minoritarie Suns Europe e dell’etichetta discografica ‘Musiche Furlane Fuarte’.

Michele Morgante

Professore di Genetica all’Università di Udine, accademico dei Lincei, presidente della Associazione Genetica Italiana ed editore associato di prestigiose riviste scientifiche. È direttore scientifico dell’Istituto di Genomica applicata. Ha pubblicato: I semi del futuro. Dieci lezioni di genetica delle piante (Il Mulino 2020). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Guido Crainz

Storico contemporaneista. Editorialista di Repubblica. Tra le ultime pubblicazioni, con Donzelli: Calendario civile europeo (a cura di, con A. Bolaffi, 2019); Ombre d’Europa. Nazionalismi, memorie, usi politici della storia (2022). È ora in libreria con la nuova edizione, aggiornata al 2026, della sua fondamentale Storia della Repubblica. L’Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026) (Donzelli 2026). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Gabriele Giacomini

Ricercatore all’Università di Udine, dove insegna Teoria politica e media digitali ed è coordinatore scientifico del master in Filosofia del digitale e Intelligenza Artificiale. Tra le sue monografie: Potere digitale (Meltemi 2018); The Arduous Road to Revolution (Mimesis International 2022); Il governo delle piattaforme (con A. Buriani, Meltemi 2022); Il trilemma della libertà. Stati, cittadini, compagnie digitali (La nave di Teseo 2025).

Laura Martini

Psicologa, psicoterapeuta lacaniana, partecipante SLPcf, esercita a Udine. È coordinatrice dei seminari presso la SLPcf-Udine.

Massimiliano Panarari

Professore di Sociologia della comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia. Insegna anche presso le Università Luiss di Roma e Bocconi di Milano. È editorialista dei quotidiani nordestini del Gruppo NEM e del settimanale L’Espresso. Tra le ultime pubblicazioni, per Marsilio: Uno non vale uno. Democrazia diretta e altri miti d’oggi (2018); La credibilità politica. Radici, forme, prospettive di un concetto inattuale (con G. Gili, 2020).

Roberta Altin

Professoressa di antropologia culturale all’Università di Trieste, studia le migrazioni transnazionali e l’antropologia pubblica e museale. Dirige il Centro interdipartimentale su Migrazioni e Cooperazione allo sviluppo sostenibile dell’ateneo triestino. Ha pubblicato: Destini incrociati. Migrazioni tra località e mobilità: spazi e rappresentazioni (con A. Guaran e F. Virgilio, Forum 2014); Border Heritage: Migration and Displaced Memories in Trieste (Lexington Books 2024).

Angela Terzani Staude

Nata a Firenze da genitori tedeschi, ha conosciuto Tiziano Terzani a 18 anni e lo ha seguito da allora nelle sue peregrinazioni. Ha scritto per Longanesi Giorni cinesi(1987) e Giorni giapponesi (1994), ha curato con Àlen Loreti i diari del marito Un’idea di destino (2014) e l’antologia di reportage In America (2018). Autrice del memoir L’età dell’entusiasmo (2022), è presidente della giuria del Premio Terzani e cittadina onoraria di Udine.

Beatrice Bonato

Presidente della Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano e della redazione di “aut aut”. Collabora con la Scuola di Filosofia di Trieste, diretta da Pier Aldo Rovatti. Ha curato i fascicoli monogra­fici di “aut aut” La scuola impossibile (2013) e, con F. Leoni e M. Pacini, Bruno Latour e la modernità impossibile (2024), e diversi Quaderni di “Edizione”. Ha pubblicato il saggio Sospendere la competizione. Un esercizio etico (Mimesis 2015).

Davide Zoletto

Professore ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università di Udine. Si occupa principalmente di ricerca pedagogica in contesti eterogenei. Fra le pubblicazioni recenti: Migrazioni, complessità, territori (a cura di), Carocci 2022 e Superdiversità a scuola, Scholé 2023. 

Antonio Massarutto

Insegna Scienza delle Finanze all’Università di Udine. Esperto di economia dell’ambiente, delle risorse idriche, dei rifiuti, collabora con numerose testate online come lavoce.info, RIE energia, L’Astrolabio. La sua ultima pubblicazione: Un mondo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare (il Mulino 2019). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Stefano Allievi

Professore di Sociologia e direttore del Master in Religions, Politics and Global Society all’Università di Padova. Si occupa di migrazioni in Europa, analisi del cambiamento culturale e pluralismo religioso. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Governare le migrazioni (Laterza 2023); Dizionario del Nordest (Ronzani 2023); Il sesto continente (con G. Bernardi e P. Vineis, Aboca 2023); Diversità e convivenza. Le conseguenze culturali delle migrazioni (Laterza 2025). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Gelindo Castellarin

Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista lacaniano SlPcf, esercita a Udine. È membro AME-AMP, docente dell’Istituto freudiano di Milano e dell’ISDSF di Catania.

Paolo Ermano

Svolge attività di ricerca in ambito accademico su temi di economia e demografia e da anni lavora come docente a contratto all’Università di Udine.

Inguì

Assistente Sociale presso l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (Ministero della Giustizia) di Palermo, collabora con l’Istituto Centrale per la Formazione del Dipartimento della Giustizia Minorile. È Referente provinciale di Libera a Trapani. Docente di Metodi e tecniche di Servizio Sociale nelle Università di Palermo e Messina. Autore di diverse pubblicazioni per la casa editrice Navarra e condirettore della rivista “Sottotraccia-saperi e percorsi sociali”.

Pier Aldo Rovatti

Filosofo, dirige la rivista “aut aut” e la Scuola di filosofia di Trieste. Ha elaborato insieme a Gianni Vattimo, la filosofia del pensiero debole. Fra le pubblicazioni più recenti: L’intellettuale riluttante (elèuthera 2018); Le nostre oscillazioni(alpha beta 2019); Gli egosauri (elèuthera 2019); La filosofia è un esercizio (con N. Gaiarin, La nave di Teseo 2020); Michel Foucault (Feltrinelli 2023). È membro del comitato scientifico di vicino/lontano.

Nicola Gasbarro

Antropologo. È presidente del comitato scientifico di vicino/lontano e membro della giuria del Premio Terzani. Si occupa di problemi relativi alla comparazione storico-religiosa e all’antropologia della complessità. Autore di numerose pubblicazioni, per la collana ‘vicino/lontano’ ha curato L’uomo che (non) verrà di Mike Singleton (Forum 2013).

Paolo Scarpi

Antropologo. Insegna Cultura e simbologia dei cibi all’Università di Padova. Studia le religioni del mondo antico, le tradizioni esoteriche, i problemi religiosi nella società multiculturale, la funzione normativa dei sistemi religiosi sulle scelte alimentari. Tra le sue pubblicazioni: Il senso del cibo (Sellerio 2005); Si fa presto a dire Dio (Ponte alle Grazie 2010); La scelta vegetariana (con C.Ghidini, Ponte alle Grazie 2019).

William Cisilino

Direttore dell’ARLeF, l’Agenzia regionale per la lingua friulana. È stato vice-presidente dell’NPLD, il network europeo delle lingue minoritarie. Ha pubblicato vari saggi sulla tutela delle minoranze linguistiche e sulla lingua e la cultura friulane.

Lucio Caracciolo

Massimo esperto italiano di geopolitica, dirige le riviste LiMes e Heartland. Ha fondato e dirige la Scuola di geopolitica e di governo di LiMes. Scrive di politica estera per ‘la Repubblica’ e per testate straniere. Insegna Studi strategici alla Luiss di Roma e Geopolitica all’Università San Raffaele di Milano. È presidente del think tank Macrogeo ed è membro del comitato scientifico di vicino/lontano. Tra i suoi ultimi libri La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa (Feltrinelli, 2022); Accogliere (con A. Riccardi, Piemme 2023).

Marco Pacini

Giornalista e scrittore. Ha pubblicato Epocalisse (Mimesis 2018); Pensare la fine. Discorso pubblico e crisi climatica (Meltemi 2022); Zona critica. Esercizi di futuro tra ecologia e tecnologia (Meltemi 2024). Con Paolo Cerutti è l’ideatore del progetto vicino/lontano. È membro della redazione di “aut aut” e della giuria del Premio Terzani.